venerdì , 30 Ottobre 2020
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Assegno unico per figlio in bilico, il Centro della Famiglia di Treviso scrive ai parlamentari

Assegno unico per figlio in bilico, il Centro della Famiglia di Treviso scrive ai parlamentari

Bisogna fare di più per le famiglie, i 500 milioni recuperati che vanno ad aggiungersi al miliardo e mezzo degli attuali bonus, non soddisfano appieno le richiede del mondo delle associazioni familiari”. Così Francesco Pesce e Adriano Bordignon del Centro della Famiglia di Treviso, penna alla mano scrivono ai parlamentari trevigiani e veneti perché si impegnino in favore di concrete politiche per la famiglia, partendo proprio dall’assegno di 250 euro per i figli.

 

Nell’incertezza nell’inserire nella legge di bilancio un adeguato impegno di risorse in politiche per la famiglia, quel che sembra certo è che al momento nella disponibilità del Governo ci siano circa 2 miliardi di euro per il fondo unico per la famiglia per il 2020. Per l’assegno unico bisognerà invece aspettare ancora: sarà fissato con una legge delega e potrebbe arrivare a metà anno prossimo o più probabilmente nel 2021. Infatti, se da una parte è vero che, grazie all’insistenza sui vari tavoli del Forum delle Associazioni Familiari il Governo dovrebbe aver re-inserito all’interno della legge di bilancio un nuovo fondo per la famiglia destinato all’assegno unico, dall’altro però le risorse per far arrivare finalmente questi i 250 euro al mese per ogni figlio, verranno messe solo successivamente. Che servano più di 2 miliardi per l’assegno unico non è una novità: occorrono dagli 8 ai 10 miliardi. Risorse che si potrebbero reperire, anche in parte, già in questa legge di bilancio. Una possibilità è quella di intervenire sulle risorse incassate dall’Inps con gli importi versati dai datori di lavoro e dallo Stato per gli assegni famigliari. Si tratta di 8,6 miliardi, di cui solo 5,3 erogati. I restanti 3,3 miliardi potrebbero essere utilizzati proprio per sostenere l’assegno unico.

È una questione di scelte politiche – per Francesco Pesce, presidente del Centro della Famiglia di Treviso -. L’economia può ripartire se metti 250 euro in tasca alle famiglie. Ma le famiglie, nella partita della legge di bilancio, sembrano essere sempre il fanalino di coda per i Governi, tanto il loro ruolo sociale da ammortizzatore lo fa a prescindere, non considerando che il tema della crisi demografica riguarda anche il futuro delle pensioni e del welfare di tutto il paese. E il nostro territorio, i dati parlano chiaro, non ne è esente. Aspettare un anno equivale a dire migliaia di culle vuote – sottolinea Pesce”.

Leggi la lettera indirizzata dal presidente del Centro della Famiglia ai parlamentari trevigiani e veneti